Gli errori sono iniziazioni

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Possiamo imparare dai nostri errori? Certamente ed è conveniente farlo, sempre che ci sia la volontà. Ogni errore non arriva mai per caso, ma per farci compiere un passo avanti verso il miglioramento, come persone, come professionisti e soprattutto come coach! Perché dovete sapere che gli errori sono iniziazioni che ci fanno tornare coi piedi per terra e rivalutare la situazione guardandola da un punto di vista differente. 

Uno dei miei motti preferiti e che avete forse letto altre volte è “C’è sempre un altro modo” ed è straordinario applicarlo agli eventi della vita che vogliamo migliorare. La capacità di evolvere nella nostra vita è certamente la palestra nella quale ogni coach può allenarsi.

LE CADUTE COME OPPORTUNITÀ

Chi ha scelto di intraprendere con spirito attento la professione di coach sa bene che ogni caduta – soprattutto se ci mette in ginocchio – è una sostanziosa opportunità per migliorare. Guardatevi sempre dai coach che sostengono di non aver mai commesso errori durante la loro carriera, e ancor di più da coloro che, con fare spavaldo, propinano strade dorate: sono solo specchietti per le allodole!

La vita di un coach è tutt’altro che facile: sempre sul pezzo, a fare i conti ogni sacrosanto giorno con le proprie emozioni, a trovar modi per uscire dalle situazioni. Allenamento, allenamento e ancora allenamento!

LE REGOLE D’ORO

La regola che tutti i coach ai primi passi dovrebbero imparare e tatuare nella mente, facendola diventare una quotidianità, è che Ogni cosa accade per me e non a me.

Per estendere il concetto: ogni cosa che accade è positiva e può portare miglioramento nella propria vita. Naturalmente la differenza la fa sempre e solo il punto di vista, il Focus sul quale poniamo la nostra attenzione. Dunque possiamo davvero sottolineare che gli errori diventano il moto positivo per portare in alto la nostra attenzione, aumentando la consapevolezza.  

Il coach deve aver allenato la sua personale capacità di trasformare i problemi in opportunità e, andando ancor più a fondo, vivere la vita non più divisa tra buono e cattivo, bensì come una continua esperienza.

ERRORI FATALI

Detto questo, ci sono alcuni errori che possono risultare fatali più di altri. Vediamoli insieme:

  • Credere di poter cambiare la vita delle persone. Se un coach si propone a voi affermando di poter risolvere i vostri problemi, anche se vi può sembrare un’opportunità meravigliosa, scappate a gambe levate! Sta infrangendo una fondamentale Legge Universale: il Libero Arbitrio. Che significa: ogni persona può sempre solo scegliere per se stessa. 

La sua è solo una proposta molto presuntuosa, dettata da una “crisi di onnipotenza”, un virus che si sviluppa nel terreno scivoloso della mancanza di consapevolezza. Deve ancora farsi le ossa e a questo ci penserà la vita, sbattendogli la porta in faccia, prima o poi: questo è un augurio sincero e affettuoso.

  • Aumentare la propria autostima denigrando il lavoro  di altri professionisti nella speranza di poter tirare l’acqua al proprio mulino. No, non si fa e il motivo è molto semplice. C’è una legge che vige in questo mondo, e, che ci si creda oppure no, funziona sempre: causa ed effetto. Il Buddismo la descrive con questa semplicità: «[..]la legge di causa ed effetto sottende il funzionamento di tutti i fenomeni. Pensieri, parole e azioni positive creano effetti positivi e portano alla felicità. D’altro canto pensieri, parole e azioni negative, ovvero tutto ciò che in qualche modo offende la dignità della vita, conducono all’infelicità. Questo – in estrema sintesi – è il principio generale del karma.»

Niente altro da aggiungere a una spiegazione simile!

ANCORA IMPARO

Michelangelo aveva proprio ragione: non c’è limite all’apprendimento. Più sale l’asticella della consapevolezza e del successo, più sale insieme ad essa quella dell’ego. Se l’intenzione di un coach è diventare un’eccellenza nella sua professione, deve imparare che ogni traguardo raggiunto è solo l’inizio di una nuova avventura. 

L’errore più grande che si potrebbe trovare ad affrontare a inizio carriera è proprio quello di cedere alla presunzione che basti compiere in solitaria qualche giro dell’isolato intorno a casa per essere preparati a correre la maratona di New York.

Come ho già sottolineato, l’allenamento è continuo e su livelli sempre più alti, con Coach che hanno fatto della loro vita un’eccellenza. La marea della presunzione si alza inaspettatamente e, se non impari a nuotare, ben presto ti travolgerà!

Miei cari e giovani coach, vi auguro di sbagliare e di imparare dai vostri errori. Vi auguro di sentire sempre un leggerissimo senso di instabilità, giusto il necessario per rinnovare la voglia di conoscere :)

(Lucia Merico, Spiritual Coach e contributor CoachMag)

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