Come diventare esperti di linguaggio del corpo

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La Comunicazione Non Verbale – o Linguaggio del Corpo – è una disciplina relativamente nuova in Italia che sta suscitando sempre maggior interesse nei professionisti, come strumento di lavoro, e nelle persone interessate a migliorare i propri rapporti, e migliorarsi, con questa disciplina che mira a una maggiore comprensione dell’altro e di noi stessi.

Mi capita di ricevere delle e-mail con richieste di informazioni da parte di persone che vorrebbero intraprendere lo studio del linguaggio del Corpo con l’obiettivo di diventare esperti e, eventualmente, formatori della disciplina. Come orientare la bussola con una scelta del genere? Quali sono i giusti ingredienti per diventare un buon esperto della Comunicazione Non Verbale?

STUDI ED ESPERIENZE:

Esistono studi e corsi di laurea che possono aiutare nella formazione di un futuro esperto, ad esempio Psicologia, Scienze della Comunicazione (la mia scelta universitaria), Scienze della Formazione e studi di tipo medico-sanitario (medicina, fisioterapia, osteopatia, ecc.).

Questi percorsi di studi possono dare sicuramente una buona base di partenza da cui partire, anche se non esiste un limite per studiare questa disciplina: la curiosità e la volontà sono un motore potente per chi vuole raggiungere i propri obiettivi.

Inoltre maturare determinate esperienze potrebbe rivelarsi utile per padroneggiare la Comunicazione Non Verbale come un esperto. In particolare esperienze che hanno a che fare col comportamento umano e con la comunicazione interpersonale come il lavoro a contatto diretto con le persone, nel mondo della comunicazione, attività teatrali o di tipo artistico.

Per quanto riguarda il Linguaggio del Corpo non esistono attestati e diplomi ufficiali, al momento ci sono dei brevi percorsi di studio e diversi corsi per avere certificazioni su strumenti specifici (es. FACS, BCS). Allo stesso modo non esiste un albo specifico e non ci sono passi amministrativi, legali e fiscali da compiere, a parte l’apertura della Partita IVA se si sceglie di operare come liberi professionisti.

 

COMPETENZE E ABILITÀ PERSONALI:

Nella “cassetta degli attrezzi” dell’esperto di Linguaggio del Corpo, dovrebbero essere presenti diverse competenze divise tra “sapere” (nozioni) e “saper essere” (attitudini e abilità personali).

Nel “sapere”, oltre allo studio specifico della Comunicazione Non Verbale, dovrebbero essere presenti nozioni di Comunicazione, Psicologia, Neuroscienze, Sociologia, Etologia, Anatomia e PNL.

Per quanto riguarda il “saper essere”, attitudini e abilità personali utili per un esperto di Linguaggio del Corpo, non devono mancare tenacia e determinazione; saranno numerose le ore di studio, di allenamento e di perfezionamento delle abilità di osservazione e analisi del Linguaggio del Corpo, proprio e altrui.

È importante essere mentalmente aperti e tolleranti: è molto difficile avere un’affidabilità del 100% nell’interpretazione di un comportamento e bisogna stare molto attenti a non mettere in atto filtri mentali come pregiudizi positivi o negativi, generalizzazioni e distorsioni di varia natura. La pazienza, poi, è necessaria per darsi il giusto tempo per sviluppare la capacità di osservazione dei segnali del Linguaggio del Corpo e l’abilità di mettere in relazione diversi elementi per un’interpretazione corretta.

Consiglio a chi si approccia a questa disciplina di coltivare sempre la propria curiosità, utile in ogni campo della vita ma ancora più utile in un campo di studi molto moderno e in continuo divenire. Il consiglio è quello di tenere occhi e orecchie aperti, leggere blog e siti dedicati, informarsi sulle ultime scoperte nel campo della comunicazione, della psicologia, delle neuroscienze e via dicendo.

Una grande passione è fondamentale per un mestiere così moderno: lavorare col Linguaggio del Corpo è un’attività che rimane sempre con noi. Questo lavoro non si lascia in ufficio e bisogna anche essere disposti a cambiare profondamente – in meglio – nella comunicazione, nelle relazioni con gli altri, nella visione del mondo e nell’intimo rapporto con verità e menzogna.

Le motivazioni alla base di questa professione dovrebbero essere il sincero desiderio di voler comprendere i segreti del comportamento umano e, in caso si scelga la via della formazione, di aiutare le altre persone a comunicare meglio e a capire meglio gli altri, per riuscire a trarre il massimo dalla comunicazione in ambito professionale e vivere relazioni sociali profonde e soddisfacenti nella vita privata.

 

(Articolo a cura di Francesco Di Fant, Esperto di Comunicazione e Linguaggio del Corpo e Contributor CoachMag)

Trovi questo e altri importanti contenuti dedicati a come si diventa Coach e formatore sul numero 34 di CoachMag, il Magazine del Coaching, disponibile a questo link.

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