Scopri come quantificare i miglioramenti che impattano sulla tua carriera

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Il questo articolo la nostra Giulia Momoli, Mental Coach ed ex atleta professionista, ci svela come quantificare i nostri miglioramenti come Coach e quelli del nostro cliente!

Buon Lettura!

Una delle caratteristiche che da atleta ho amato fin dal principio dello Sport Coaching è il suo essere concreto: vai in campo e hai l’opportunità di verificare già durante l’allenamento successivo alla sessione l’efficacia delle strategie che hai imparato o delle consapevolezze che hai maturato. Lo sportivo mette in pratica, sperimenta, si ascolta, implementa il feedback. È alla costante ricerca di risultati che, al pari di un miglioramento tecnico o fisico, desidera verificare.

I progressi tangibili e non tangibili che attestano il salto di qualità di uno sportivo che lavora con lo Sport Coaching per implementare la sua performance sono racchiusi in queste categorie:

  • Statistiche e risultati: ad esempio la partita vinta, l’ingaggio aumentato a fine stagione, il dato numerico di un miglioramento avvenuto (di tempo, punteggio, percentuale, …), la convocazione in prima squadra;
  • Feedback di staff, compagni, dirigenti;
  • Abitudini e Strategie – di Comportamento, di atteggiamento, di comunicazione – ad esempio sperimentare maggiore continuità, concentrazione, sicurezza, imparare a gestire le difficoltà, la pressione, attuare nuovi comportamenti, miglio- rare le proprie abitudini, scoprirsi più entusiasti e contagiosi, aver acquisito strategie che migliora- no la comunicazione verso se stesso e il team…

Come quantificare questi miglioramenti che impattano sia sul benessere dello sportivo che sulla sua carriera?

Nella fase iniziale del rapporto con il proprio cliente lo Sport Coach ha il compito di portare alla luce le aspettative del Coachee e definire i suoi obiettivi in maniera specifica.

Già nella telefonata conoscitiva chiedi al tuo possibile cliente “Cosa ti aspetti dal lavoro con me?”, e durante la prima sessione di Coaching lavora sugli obiettivi per rendere lo stato desiderato concreto e misurabile.

Nel mio lavoro, dopo aver dedicato tempo di qualità a comprendere le aspettative del Coachee e a definire precisamente l’obiettivo, il percorso continua in modo che lo sportivo con cui mi relaziono abbia costantemente il polso dei suoi progressi.

 

Ecco 3 strumenti di cui mi avvalgo per creare la consapevolezza nel mio cliente delle sue evoluzioni e per monitorare il lavoro:

  1. Il report: dopo ogni sessione mi faccio mandare un riepilogo del lavoro svolto. In questo modo il Coachee fissa i concetti salienti, mentre il Coach riceve un feedback della sessione e ha traccia del lavoro svolto
  2. I compiti per casa tra una sessione e l’altra: sono gli esercizi che lo sportivo inserisce nella sua routine settimanale e che hanno l’obiettivo di allenare comportamenti e strategie
  3. Il feedback post allenamento o gara: il Coachee aggiorna il Coach su cosa è andato bene, cosa può migliorare, e come può farlo.

Questi strumenti mi permettono di creare un vero e proprio percorso evolutivo dentro il quale lo sportivo si possa orientare.

Ti faccio qualche esempio di feedback che evidenziano una crescita o un cambiamento da una fase iniziale verso lo stato desiderato: Palleggiatrice di serie A di pallavolo che sta vivendo un momento di alti e bassi e desidera ritrovare l’equilibrio: “In questi ultimi allenamenti mi sono sentita nettamente meglio nella ripetizione e continuità dei gesti, soprattutto quelli sui quali mi sono focalizzata nella visualizzazione. E non me ne sono accorta solo io…”

Atleta di tiro con l’arco che vuole migliorare la concentrazione e la sicurezza nei suoi mezzi per crescere nei risultati: “In questa gara ho realizzato il punteggio, in assoluto, più alto in questa specialità con xxx superando di 4 punti il precedente primato ottenuto due anni fa (yyy) e superando di ben 28 punti il risultato dello scorso anno.”

Maratoneta scarico, in crisi e con una gara da preparare: “Sai che mi hai fatto tornare la voglia di allenarmi? Domattina sveglia alle 4:30 e alé!!” Post allenamento: “…per me l’allenamento di questa mattina è stato un passo importante, vuol dire che sotto sotto la voglia non era sparita…”

Allenatore di curling con la squadra bloccata, che non aveva vinto nemmeno una partita: “Ho seguito le tue indicazioni, ho fatto… ho detto… abbiamo vinto la prima partita di campionato!”

Un punto di attenzione

Con i Coachee giovani – gli sportivi adolescenti – non possiamo avere fretta di misurare i risultati. Ci sono strumenti che i ragazzi applicano e per i quali hanno un feedback immediato di miglioramento, ma mi piace pensare che essendo anime in evoluzione abbiano bisogno di tempo per elaborare in modo autonomo i loro piccoli grandi cambiamenti. Per me fare Coaching con gli adolescenti significa piantare dei semini che, con la giusta acqua, la giusta esposizione al sole e il tempo necessario germogliano in splendidi fiori.

Non li stresso mai al risultato, ma li educo all’atteggiamento, trasferendo loro la cultura sportiva e prendendomi cura del loro prezioso terreno. In un progetto con un giovane talento amplifico l’effetto del mio intervento coinvolgendo i genitori. Genitori che hanno sempre l’intenzione di fare del bene al proprio ragazzo, ma faticano a comprendere che alcuni loro comportamenti o convinzioni o modi di esprimersi realizzano l’effetto contrario. Ti suggerisco di prevedere delle sessioni con i genitori e un periodico allineamento con loro affinché il ragazzo abbia il tempo di maturare la propria consapevolezza e al contempo il genitore venga allenato ad essere paziente e a “parlare una lingua” favorevole allo sviluppo del proprio figlio.

Credo nel lavoro, credo nell’allenamento, credo nel Coaching che ti offre l’opportunità di conoscerti ed evolverti. Quando il Coachee si impegna a praticare ciò su cui lo stai formando, i risultati arrivano di conseguenza, sia per il suo ruolo di Sportivo, sia – e soprattutto- per lui come Persona.

(Articolo a cura di Giulia Momoli, Mental Coach e Contributor CoachMag)

Trovi questo e altri utili contenuti dedicati al R.O.I. del Coaching e a come misurare i miglioramenti e i benefici del tuo lavoro, sul numero 44 di CoachMag, il Magazine del Coaching, disponibile a questo link.

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