Esattamente, che cosa fa un Coach?

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Estratto da CoachMag n. 27

Esattamente, che cosa fa un coach? In che cosa consiste il suo lavoro? Voglio dire: che cosa si studia nelle scuole per coach? È la domanda che mi farei, e che rivolgerei al mio interlocutore, se io fossi una di quelle persone che, totalmente digiune di coaching, si imbattono in una della più comuni (abusate?) Grandi Frasi del Coaching: “io non ti insegno nulla, perché il tuo mestiere lo conosci tu: sei tu l’esperto di ciò che fai”. Ohibò… e allora in cambio di che cosa dovrei darti i miei soldi, caro coach? In che cosa sei esperto, tu?

La risposta colta è: il coach è l’esperto del processo. Detto che si capisca: il coach è quello che sa quale stimolo dare, quando e come, così che ne venga fuori qualcosa di utile per avvicinarti all’obiettivo che ti sei dato. Quella cosa lì, che è esplorazione, analisi, ricerca, riflessione, pianificazione, sperimentazione, revisione e altre faccende del genere, quella cosa lì è “il processo”, e di questo è esperto il coach. A prescindere dall’argomento di cui stiamo parlando. Ma è proprio così: a prescindere? Sì. Ma anche no. Giacché in questi anni di professione mi è capitato di sentire tutto e il contrario di tutto.

C’è l’imprenditore che ti dice “fammi vedere quali risultati hai ottenuto portando avanti un’azienda, altrimenti che cosa pensi di venire qui a predicare?” Che sarebbe come dire che per vincere il mondiale serve Maradona come allenatore – ci hanno pure provato, e con quali risultati s’è visto. Poi ci sono quelli che vogliono sapere in quali comparti hai fatto coaching in passato “perché sa, il nostro settore non è come gli altri, è un po’ particolare, bisogna conoscerlo per sapere come muoversi” (lo dicono tutti, in tutti i settori…). E c’è il collega – uno dei più affermati e che riscuote la tua stima più genuina – che ribadisce cose del tipo “non puoi accompagnare qualcuno in un’attività che non conosci per esperienza personale”. A cui segue la collega – non meno affermata professionalmente – secondo cui non essere troppo coinvolti nel merito dei temi di business trattati fornisce la preziosa opportunità di vedere le cose come il cliente non le ha mai viste finora e offrire prospettive del tutto nuove. Il che ti rammenta di quell’altro collega che un giorno confidò: “dopo una vita nelle vendite, quando faccio coaching a un commerciale faccio una fatica tremenda a non infarcire la sessione di consigli e suggerimenti”.

Sono parecchie le cose in ballo, ma quella che ci interessa qui è la differenza tra coaching e consulenza (e formazione), che non sempre i clienti hanno chiara. È, in altri termini, la differenza tra contenuto e processo: e poiché siamo tutti figli di una plurisecolare tradizione scolastica, educativa e formativa basata sul trasferimento di contenuto, un’attività che sia invece centrata sul processo risulta tutt’altro che immediata da concepire e metabolizzare. È dunque infinitamente più probabile che il cliente associ il concetto di “esperto” al contenuto, e si aspetti l’ennesimo istruttore nel merito delle cose da fare. Il coach è perfettamente cosciente di non essere un istruttore in quel senso, ma c’è un terzo fattore: oltre al processo e al contenuto, c’è “il settore”. Il territorio in cui vive il cliente. Il contesto. Life, sport, business… e poi la specifica disciplina sportiva, lo specifico business, lo specifico ruolo…

Il cliente è l’esperto del contenuto, il coach è l’esperto del processo. È fondamentale che il coach sia esperto anche del contesto? O è solo qualcosa che aiuta, ma non è necessario perché in fondo il processo è sempre lo stesso in ogni contesto? O è qualcosa che ostacola perché espone al rischio di proiezioni personali, cioè di fare in realtà formazione o consulenza laddove si dichiara che si sta facendo coaching?

Spero, caro lettore, che tu non stia aspettando una risposta. Perché io mica ce l’ho, una risposta: sono soltanto un coach, io. L’esperto sei tu.

(Mattia Rossi, coach e contributor CoachMag)

Trovi questo articolo e altri importanti contenuti dedicati al ruolo del Coach sul numero 27 di CoachMag, Il Magazine del Coaching, disponibile a questo link.

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